Capitolo2: Flirt with death - nascita-
"Ho sempre pensato che in questo mondo ci fosse qualcosa di più, qualcosa che va oltre… che scava nella profondità di ogni cosa per cercare una risposta.
La logica non è altro che una creazione della nostra testa, che ci usa per fare ordine, per avere il controllo… ma noi siamo generati dal caos e il controllo non esiste, la sua ricerca ci rende morti. La nostra realtà è diversa dalla realtà di qualcun altro per questo non può esistere una logica.
Viviamo già nell’anarchia e nemmeno ce ne accorgiamo, fingiamo di dare un ordine alle cose perchè sentiamo il bisogno di non sentirci vuoti, ma voi siete tutti vuoti: morti.
Io invece vivo a sensazioni. Quelle mi hanno sempre portato a ciò che desideravo in quel momento, loro creano il mio pensiero ed esso crea il mio mondo…
Sono nata dalla luce ma fin da subito mi sono innamorata della sua antagonista, e lei… mi ha catturato: dal giorno in cui ho aperto gli occhi, abbagliata… lei mi ha preso con se, mi ha cresciuta, amata, mi ha guarito la vista…. e da allora ha iniziato a far parte di me, ora siamo in due.
Due storie in un unica trama.
La mia storia nasce dalle ceneri di un monologo melodrammatico e nostalgico sul senso del dolore senza mai raggiungere la morte. Nasce dall’arte scaturita dalla sofferenza, dal filo di bellezza che viene usato per tessere la decadenza che i miei occhi scrutano intorno a se. Dalla rinascita attraverso tutto questo, dal perdersi in attimi sfuocati e confusi prima di giungere alla fine dell’arcobaleno, dove finalmente si può essere liberi.
La mia vita è una montagna russa. Un gioco di sfide, una lotta, una guerra romantica tra la dolcezza e la tristezza, tra l’assoluta gioia e l’estremo dolore, tra il vivere e il desiderare di morire, tra l’odio e i fiori, tra le stelle e le lame, tra i rovi e il mare… tra luce e ombra."
"Anche la vita è un opera d'arte, l'arte di flirtare con lei, con la madre del buio, per allontanarla, per darci più tempo, più tempo per poter concludere al meglio la nostra opera, e giunti al finale lasciarsi sedurre dalla morte, dalla più grande insegnate, dalla più grande nemica, da colei che ci da un senso, da colei che ci fa finalmente vivere, senza di essa la luce non potrebbe esistere nel mondo: c'è solo la luce e l'assenza di luce, la vita e l'assenza di essa, la morte è solo la paura di non finire tutto in tempo, ma c'è gente che non ha ancora iniziato nulla e scomparirà nell'etere ancora prima di essersene accorta."
La logica non è altro che una creazione della nostra testa, che ci usa per fare ordine, per avere il controllo… ma noi siamo generati dal caos e il controllo non esiste, la sua ricerca ci rende morti. La nostra realtà è diversa dalla realtà di qualcun altro per questo non può esistere una logica.
Viviamo già nell’anarchia e nemmeno ce ne accorgiamo, fingiamo di dare un ordine alle cose perchè sentiamo il bisogno di non sentirci vuoti, ma voi siete tutti vuoti: morti.
Io invece vivo a sensazioni. Quelle mi hanno sempre portato a ciò che desideravo in quel momento, loro creano il mio pensiero ed esso crea il mio mondo…
Sono nata dalla luce ma fin da subito mi sono innamorata della sua antagonista, e lei… mi ha catturato: dal giorno in cui ho aperto gli occhi, abbagliata… lei mi ha preso con se, mi ha cresciuta, amata, mi ha guarito la vista…. e da allora ha iniziato a far parte di me, ora siamo in due.
Due storie in un unica trama.
La mia storia nasce dalle ceneri di un monologo melodrammatico e nostalgico sul senso del dolore senza mai raggiungere la morte. Nasce dall’arte scaturita dalla sofferenza, dal filo di bellezza che viene usato per tessere la decadenza che i miei occhi scrutano intorno a se. Dalla rinascita attraverso tutto questo, dal perdersi in attimi sfuocati e confusi prima di giungere alla fine dell’arcobaleno, dove finalmente si può essere liberi.
La mia vita è una montagna russa. Un gioco di sfide, una lotta, una guerra romantica tra la dolcezza e la tristezza, tra l’assoluta gioia e l’estremo dolore, tra il vivere e il desiderare di morire, tra l’odio e i fiori, tra le stelle e le lame, tra i rovi e il mare… tra luce e ombra."
"Anche la vita è un opera d'arte, l'arte di flirtare con lei, con la madre del buio, per allontanarla, per darci più tempo, più tempo per poter concludere al meglio la nostra opera, e giunti al finale lasciarsi sedurre dalla morte, dalla più grande insegnate, dalla più grande nemica, da colei che ci da un senso, da colei che ci fa finalmente vivere, senza di essa la luce non potrebbe esistere nel mondo: c'è solo la luce e l'assenza di luce, la vita e l'assenza di essa, la morte è solo la paura di non finire tutto in tempo, ma c'è gente che non ha ancora iniziato nulla e scomparirà nell'etere ancora prima di essersene accorta."
Commenti
Posta un commento